domenica 30 aprile 2017

Questa è la storia di un famoso cavaliere.

"La tua è una battaglia contro i mulini a vento!"

Quanti di voi si sono sentiti ripetere questa frase almeno un milione di volte?
Di solito l'interlocutore cerca di riportarvi coi piedi per terra convincendovi che la vostra battaglia è totalmente inutile; d'accordo, ma a cosa deve le sue origini una frase del genere?

Me lo sono chiesta un sacco di volte ed ecco perché, sempre sotto l'impeto del mio "risciacquamento nei classici" ho affrontato una vera e propria avventura e ho letto le quasi mille pagine di cui è composto "Don Chisciotte della Mancha" di Miguel De Cervantes.

Il Don Chisciotte (scritto mentre il suo autore era in carcere) nasce dalla volontà dell'autore di demolire l'autorità che nel tempo hanno acquisito i libri sulla cavalleria, molto "di moda" all'epoca della sua stesura. L'epopea del famoso cavaliere inizia con una serie di sonetti (uno scritto dalle stesso Cervantes, in forte dissonanza con gli usi dei tempi dove gli scrittori si scambiavano sonetti introduttivi a vicenda) in cui diversi personaggi (come l'Orlando furioso o il principe di Febo) si rivolgono a Don Chisciotte, allo scudiero Sancho Panza e al cavallo Ronzinante.
Dopo questa lunga e poetica introduzione si entra subito nel vivo della vicenda: il protagonista dopo aver letto un numero davvero imprecisato di opere cavalleresche decide di farsi investire del titolo di cavaliere, darsi un nuovo nome, trovarsi una dama di cui innamorarsi (perché non si è mai visto un cavaliere senza una donzella ad aspettarlo) e di andare a caccia di avventure.
La prima impresa del Don Chisciotte però non ha il risultato sperato, anzi, il cavaliere è costretto a ritirarsi nella sua dimora; ma non sarà certamente un piccolo intoppo a fermare la sua brama di avventure, perché ripresosi dallo spavento decide subito di nominare come suo scudiero il contadino Sancho Panza (il quale decide di seguirlo attratto dalla promessa della nomina di governatore di un'isola, ottenuta però solo dopo che il suo datore di lavoro avesse portato a termine il giusto numero di avventure quale cavaliere errante) e di ripartire: ecco che avviene il famoso "scontro" con i mulini a vento, scambiati dal cavaliere per giganti malvagi.
Durante le loro divertenti peripezie e soprattutto a causa delle continue "sviste" di Don Chisciotte (che spesso confonderà osterie per castelli, pecoroni per eserciti, poveri frati erranti per infidi cavalieri neri) i due prenderanno un sacco di botte, resteranno senza cibo, senza denti, il nostro cavaliere errante verrà addirittura scomunicato, ma niente fermerà la loro sete di avventura.
All'interno dell'opera si snodano oltre alla vicenda principale altre storie che si intrecciano tra loro: ecco quindi Cardenio, impazzito per amore, il capitano Viedma e la sua promessa Zoraida, fuggiti dalla loro condizione di schiavitù fino in Spagna per sposarsi; Anselmo e Lotario, due grandi amici con un piano per sincerarsi della fedeltà di una moglie che si rivelerà diabolico. Tutte vicende secondarie che vedranno risoluzione all'interno di una piccola locanda dove i personaggi avranno modo di incontrarsi e raccontarsi.
Non mancano poi capitoli di riflessione sulla vita e sull'uomo, che rendono completa un'opera davvero unica.

Strutturalmente, "Don Chisciotte De La Mancha" è un' epopea divisa in due parti, introdotte da un prologo di carattere semiserio: la prima (che si apre e si chiude con brevi sonetti dedicate ai protagonisti della storia) racconta appunto la vicenda del Don Chisciotte e dei suoi amici; la seconda invece si apre con un prologo in cui Cervantes fa riferimento ad un altro Don Chisciotte, scritto da un altro autore. In questa seconda parte, dopo aver ricevuto le cure della nipote e della governante, il nostro eroe riprende la via avventura in compagnia del suo scudiero e decidono come prima cosa di andare verso il Toboso per ricevere la benedizione dell'amata Dulcinea.
E' interessante in questa parte della vicenda l'incontro con lo studente Sansone Carrasca il quale, per convincere il cavaliere a tornare a casa, escogita un piano davvero geniale: si finge cavaliere, approfitta della sfida lanciatagli da Don Chisciotte (il quale vuole che il giovane ammetta che la dama più bella è la sua Dulcinea) e pone come condizione dello sconfitto quella di doversi consegnare nelle mani del vincente.
Ovviamente Don Chisciotte viene sconfitto e finalmente ricondotto a casa, dove morirà in preda ad una febbre altissima, non prima di capire il danno fattogli dai romanzi cavallereschi.

Senza dubbio il Don Chisciotte è un grande classico moderno: lo stile ironico con cui Cervantes racconta il suo protagonista strappa un sorriso anche centinaia di anni dopo la prima pubblicazione; la divisione in parti evidenza anche una separazione della trama: nella prima sezione è il Don Chisciotte che, convinto delle sue visioni, riesce ad ingannare gli altri personaggi e a coinvolgerli nella sua stramba avventura mentre nella seconda è lo stesso protagonista ad essere vittima dell'inganno di Carrasca e ritorna alla ragione appena in tempo. La pazzia e l'ignoranza dei due personaggi principali infine sono l'esempio lampante di come ci si possa perdere fino a confondere definitivamente la realtà delle cose.

Titolo: Don Chisciotte della Mancha
Autore: Miguel De Cervantes
Editore: Newton Compton
Prezzo: €2,99 in versione digitale
Adatto a chi: è un sognatore così convinto da non lasciarsi intimidire dalla realtà.
Assolutamente si, da leggere almeno una volta nella vita