mercoledì 30 novembre 2016

E quindi?

Questa è la domanda che mi è sorta spontanea almeno un milione di volte mentre leggevo il libro di cui vi sto per parlare, nella vana attesa di un po' di azione che (scusate lo spoiler) non è mai arrivata.
Sono una fan accanita di Masterchef, Bake Off Italia ed Hell’s Kitchen (solo la versione americana, per quanto Cracco si impegni non riuscirà mai a raggiungere il livello di malvagità di Gordon Ramsey) quindi era ovvio o addirittura scontato che prima o poi sarei incappata in un libro che avesse come tema la cucina.
“Carne Trita” è un romanzo autobiografico scritto da Leonardo Lucarelli, un ragazzo che inizia a cucinare quasi per caso, più per fare soldi che per passione.
E quindi? 
Quante persone lo fanno e non scrivono un romanzo? Anche io mi sono improvvisata in diversi mestieri, ma quando hai bisogno di soldi e non hai capacità specifiche (sei uno studente senza arte ne parte, ad esempio), un lavoro vale un altro.
E quanti di noi lavorano senza un contratto? Quanti di noi arrancano a fine mese?
Ma diciamo Leonardo che va bene così, questa te la passiamo giustificandola come l'ambientazione di un romanzo moderno. Sai, la crisi economica, del lavoro, degli ideali etc. etc. 
Andiamo avanti.
Leonardo scopre di essere bravo in quello che fa, si lascia prendere dall'entusiasmo e dalla sua giovinezza sregolata, ed è anche per questo che passiamo tre quarti del libro a leggere di sesso occasionale, eroina, canne, rock and roll e motociclette a tutta velocità. 

E poi scrivi "L'educazione di un cuoco" nel sottotitolo?! 
Stupida io che fossi convinta che i cuochi facessero delle accademie o si creassero da soli con la gavetta.
Errore mio.

Riprendendo con la recensione, a questo punto la domanda sorge spontanea: andreste mai a mangiare in un ristorante il cui cuoco è un eroinomane?
Non voglio fare la moralista e sono convinta che ognuno sia libero di fare quello che desidera della propria vita privata, ma se mentre cucina uno è strafatto rischia di confondere la marmellata con la maionese e non credo sia il massimo della vita.
Ad ogni modo, dopo anni di vita scapestrata Leonardo incontra una donna, la sposa, mette la testa a posto lavorando per una cooperativa che aiuta persone che hanno gli stessi problemi di dipendenza che ha avuto lui (ma va? Che colpo di scena entusiasmante!) e dà al suo primogenito lo stesso nome del suo migliore amico. 
E quindi? Questo è tutto?
Si, questo è tutto: l'unico momento saliente di tutto il libro è la descrizione dell'arresto (per possesso di eroina, ovviamente) suo e di un suo amico. 
Ora, può anche darsi che le cose siano andate come racconta Lucarelli nel romanzo (probabile processo penale scansato pagando la cena al suo avvocato e al giudice di turno) ma caro Leonardo ti prego, stai scrivendo un romanzo, te la vuoi prendere un po' di licenza poetica e ravvivare questa storia noiosissima approfondendo la questione?
Sono sicura che ne avremmo giovato tutti anche perché non è che stai scrivendo la vita di uno chef con 3 stelle Michelin, io prima di leggere il tuo libro neanche sapevo che esistessi (perdona l'ignoranza).

Titolo: Carne Trita
Autore: Leonardo Lucarelli
Editore: Garzanti 
Prezzo: €16,40
Adatto a: chi piacciono i romanzi poco, ma davvero poco, impegnativi.
Che faccio, lo compro?: Ti prego, no. Se lo fai non dirlo a nessuno.

martedì 8 novembre 2016

Un'autobiografia impersonale

Di solito non leggo autobiografie, mi piace scoprire uno scrittore leggendo i suoi romanzi senza farmi necessariamente i fatti suoi, per questo quando mi è arrivato tra le mani "Gli anni" di Annie Ernaux le mie aspettative non erano delle migliori nonostante fossi stata più volte rassicurata sui suoi contenuti.
Per fortuna mi sbagliavo, perché "Gli anni" è un'autobiografia molto particolare perché molto impersonale, un libro in cui l'autrice mescola frammenti di vita (che possono essere i pranzi di famiglia o la descrizione di una fotografia che ritrae una bambina, nient'altri che l'autrice, così lontana nel tempo da sembrare un'estranea) inseriti in un discorso globale che dal secondo dopoguerra raggiunge la contemporaneità.
Ad intervallare questi racconti di vita ci sono delle brevi e frammentarie considerazioni che seguono il flusso della memoria dell'autrice come un diario su cui appuntare i propri pensieri, così sfuggenti da dover essere necessariamente fermati su carta (sensazione, questa, acuita dalla mancanza di punti tra un breve pensiero e un altro, come se volesse compilare una lista).
Annie Ernaux riflette sul cambiamento delle abitudini, sul ruolo della lingua nella caratterizzazione di un'epoca, su come sia cambiato nel tempo il modo di camminare, addirittura di sedersi ("per gli uomini, il continuo uso delle spalle, per trasportare vanghe, assi e sacchi di patate, i bambini sfiniti dal mercato"), il modo di considerare la scuola e l'educazione come qualcosa da cui prima si scappava per dedicarsi a cose più importanti, come la cura dei campi e che ora addirittura contrattistingue il ciclo delle stagioni.
Intanto gli anni passano, la bambina delle fotografie lascia spazio ad un'adolescente e poi ad una madre di famiglia con un divorzio alle spalle, la società cambia grazie alle invenzioni degli anni '60 e '70 che se da un lato migliorano nettamente la qualità della vita di chi è sopravvissuto al conflitto mondiale, dall'altra convince le persone a badare più all'apparenza che non alla sostanza in un declino dei valori che purtroppo caratterizza la società odierna.
L'autrice descrive ampiamente l'evoluzione della figura femminile, che da sottomessa raggiunge negli anni una sorta di emancipazione, sfidando addirittura le convenzioni sociali (da donna divorziata riflette molto su come l'approvazione di questa legge abbia cambiato non solo gli equilibri tra uomo e donna ma anche il posto di una donna divorziata all'interno della società).
Annie Ernaux guarda al passato con malinconia, soffermandosi su quei dettagli all'apparenza insignificanti che fanno comprendere ancora di più al lettore che coloro che non hanno potuto godere di tutti i privilegi (soprattutto materiali) dei giorni nostri siano comunque stati felici quanto noi, o forse un po' di più.

Titolo: Gli anni
Autore: Annie Ernaux
Editore:L'orma editore
Prezzo:€ 16,00
Adatto a: tutti coloro che vogliono leggere un'autobiografia impersonale
Che faccio, lo compro?: Si, è una descrizione profonda di come sia cambiata la società a partire dalle abitudini più comuni.