mercoledì 5 marzo 2014

La mamma è sempre la mamma.

Siccome scrivo per un giornale e mi occupo della rubrica dedicata ai libri, l'ultimo articolo dell'anno lo dedico alla classifica dei libri più venduti, giusto per ricapitolare un po' su quello che la maggior parte di noi ha letto e cercare di capire cosa interessa di più al popolo del Bel Paese in fatto di letture.
Ebbene, sia nel 2012 che nel 2013 nelle classifiche dei libri più venduti dell'AIE (Associazione Italiana Editori, mica pizza e fichi) si è piazzato e ha tenuto posizione, sfidando campioni di vendita come le trilogie di Hunger Games o di Cinquanta sfumature o addirittura i temutissimi romanzi di Fabio Volo, "Fai bei sogni" di Massimo Gramellini.

Io a Massimo Gramellini l'ho visto di tanto in tanto a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio e mi è sempre parso una persona con una mente intricata che si traduce in una parlantina molto sciolta, al limite del logorroico; è simpatico ed ironico, si capisce subito, ma ha un non so che di strano.
La curiosità del personaggio e la curiosità di capire come ha fatto un giornalista italiano a battere nel gioco delle vendite certi romanzi mi hanno spinta a leggere proprio "Fai bei sogni".

Si tratta di un romanzo autobiografico in cui Gramellini ci racconta la sua vita e la sua difficoltà nel superare la morte della madre, che l'ha lasciato a soli nove anni.
Ora, un bambino di nove anni che perde la mamma pensa subito ad una cosa: "lei non mi vuole più bene ed è per questo motivo che è andata via". Un bambino normale chiederebbe conforto a tutte le figure femminili che fanno parte della sua vita e si aspetterebbe che il padre si trasformi in una specie di essere androgino per cercare di sostituire il vuoto lasciato dalla mamma. Un bambino normale verrebbe circondato d'amore, e questo amore lo aiuterebbe nella crescita e nella maturazione.
Ma Massimo Gramellini, pur comportandosi da bambino normale, tutto questo non l'ha mai ottenuto: la madre è stata seguita dalla nonna nell'aldilà, la maestra è stata sostituita da un "don" in una scuola cattolica e il padre, a causa dell'orgoglio, ha chiuso pian piano i ponti con tutti, figlio compreso.
Non affrontare il vuoto lasciato da questo particolare tipo di lutto ha reso l'autore un uomo difficile, non sempre in grado di vivere serenamente la propria vita (per un lungo periodo è stato in un certo senso posseduto dal suo demone interiore, a cui ha dato il nome di Belfagor) e soprattutto l'amore, un sentimento che l'ha messo non poche volte in difficoltà e che si è sempre tradotto in solitudine finché non ha finalmente trovato il coraggio di perdonare.
Il romanzo è una sorta di memoriale misto a sfogo redentivo, un espediente solitamente intimo ma stranamente pubblico di affrontare a viso duro una vita costellata per quasi cinquant'anni da un deserto di sentimenti e abbandono.
Con un modo di scrivere articolato e sincero Massimo Gramellini ha messo a nudo la propria anima e ha condiviso coi suoi lettori i primi cinquant'anni di vita, non sempre felici ma inevitabilmente vissuti all'insegna della ricerca di un amore perduto troppo presto.

Titolo: Fai bei sogni
Autore: Massimo Gramellini
Editore: Longanesi
Prezzo: 14,90 € (copertina rigida, ma credo lo si trovi a molto meno)
Adatto a: chi è costretto ad affrontare la perdita di un genitore o a chi, come me, è semplicemente incuriosito da Gramellini